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The Rap CityThe Messina Bay City Studios Dj Jo History presenta..La Leggenda/Il Suo Mondo Dove Vive /La Sua Famiglia & AmiciCon Lui Che Cambiato Questo Mondo In Un Colpo Solo The Sommossa K-Two B.i.g Ma, Adesso Raga Entra In Scena Nelle Vostre Strade Jj Scoria La Nuova Storia & Benvenuti Nel Mondo Dell’Hip-Hop History Commentate Tutto Ciò Che Vedete Qui Buon Divertimento...
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Citazione EVENTI 2008 L'hip hop ItalianoL'hip hop che dagli anni 1980 ha iniziato a diffondersi in Italia ha mantenuto nella stragrande maggioranza del suo movimento una connotazione tipicamente underground, Old School Rap Digital Underground
Aggiungi al mio pofilo | altri Videoè un'interpretazione particolare dell'hip hop. Infatti, pur mantenendo l'utilizzo delle stesse tecniche musicali ed espressive, si caratterizza per contenuti socialmente impegnati e la lontanaza dalle case discografiche e le conseguenti influenze artistiche (in passato in Italia, le posse hanno rappresentato appieno questa cultura).La musica di tale cultura si distingue soprattutto perché gli artisti solitamente non vengono prodotti da major discografiche, spesso per la loro musica caratterizzata da continui esperimenti e per i contenuti delle liriche. Molti artisti underground hanno utilizzato con successo l'hip hop per veicolare contenuti di giustizia sociale, cambiamenti globali e politici, e di coscienza collettiva.I beat dell'Underground hip hop sono spesso caratterizzati da fusioni di loop campionati da pressoché tutti i generi musicali ivi compresa musica classica, Jazz, Funk, Rock e Punk. Inoltre alcuni ascoltatori sono soliti associare strumentazione live con l'alternative hip hop, tale associazione risulta comunque non corretta perché anche artisti hip hop del mainstream musicale sono soliti utilizzare tali strumentazioni, come ad esempio J-Kwon. La volontaria distanza dalle case discografiche ne determina direttamente la poca diffusione, specialmente nei media, ma nonostante questo, vi è comunque un folto pubblico amante del genere.Pquest'ultimo termine viene utilizzato per indicare l'ambiente in cui vengono prodotti dischi e mixtape, in cui si improvvisano freestyle, da parte di chi orgogliosamente si definisce "esponente del vero hip hop", bow wow freestyle Aggiungi al mio profilo | altri Video ovvero quello distante dalle classifiche di vendita ma soprattutto dalle influenze delle grandi etichette discografiche. L'hip hop rappresenta uno straordinario sconvolgimento per la società statunitense perché dava voce ai ghetti, presentando una sorta di competizioni territoriali rilette in chiave artistica, ma anche una nuova ondata di cantastorie dagli argomenti urbani, il tutto nel tentativo di salvare le comunità nere che stanno smarrendo le proprie origini, da una definitiva disgregazione sociale. Se inizialmente questa cultura si fonda su una creatività artistica che mira ad affermare la propria superiorità rispetto agli "avversari", successivamente le rime fatte per divertimento iniziano a sottolineare una certa consapevolezza, tanto da ambire ad educare. Il turntablism,Il termine fu creato da DJ Supreme nel 1994 e differenzia il DJ che fa solo suonare i dischi dal "turntablist" che invece è un vero manipolatore di suoni del disco. È una disciplina che viene direttamente dalla cultura hip hop dove i DJ in passato creavano basi facendo suonare esclusivamente dei giradischi.Il turntablism si può dividere in due sottodiscipline che sono lo scratch e il beat juggling. Ognuna di queste è composta da svariate tecniche più o meno avanzate che si possono ammirare nei contest nazionali e internazionali come il DMC o l'ITF. In realtà si possono considerare una vecchia scuola e una nuova scuola anche per questa disciplina soprattutto perché si sono fatti molti progressi nell'ambito tecnologico con l'invenzione di nuovi giradischi con forze di trazione superiori e mixer più avanzati soprattutto per quanto riguarda la scorrevolezza dei fader e gli effetti. Ultimamente si utilizzano anche cdj al posto dei classici giradischi per lo scratch e il beat juggling, che facilitano non poco la disciplina ma che i "puristi" preferiscono non utilizzare. Tra i più noti turntablist possiamo ricordare DJ Grand Mixer DXT (uno degli inventori dello scratch), DJ Craze,DJ Craze Aggiungi al mio profilo | altri Video Roc Raida,Roc Raida DJ Q-Bert, Dj Qbert dmc championships Aggiungi al mio pofilo | altri VideoGunkhole, Gunkhole Skratch Freestyle Aggiungi al mio profilo | altri VideoA-Trak,A-Trak In Full Aggiungi al mio pofilo | altri Video Noisy Stylus, Noisy Stylus feat. Olli banjo - Superstar D-Styles, Jam Master Jay,Jam Master Jay's Last Performance Birdy Nam Nam Birdy nam nam and Kid Koala, DJ Kool Herc, Grand Wizard Theodore, Grandmaster Flash, Grandmaster Flash Aggiungi al mio profilo Afrika Bambaataa, DJ Shadow. Anche in Italia si possono trovare dei veri campioni di questa disciplina, come Giorgio Prezioso e tutti i DJ dei collettivi Men In Skratch, Alien Armyvalue="http://www.youtube.com/v/hIf7XONXg6I&rel=1"> ed il bizzaro "noise-turntablist" DJ Balli dj balli Aggiungi al mio profilo | altri Video dell'etichetta Sonic Belligeranza.considerata la prima vera espressione dell'hip hop, scivola lentamente verso la prossima cultura house, liberando spazi di espressione per la parola, ed è con questo assetto sbilanciato verso il potere della parola, che l'hip hop sbarca in Italia.Praticamente da subito l'hip hop italiano viene vissuto in due maniere profondamente differenti: da un lato chi, sentendo l'hip hop come il suono della resistenza urbana, ha trovato le analogie internazionali e le istanze di rivolta di altri artisti rap della scena mondiale. Dall'altro lato un maggiore legame intimo che parla della strada, di un universo fatto di quotidianità, sebbene capace di avere una sua complessità. Queste due concezioni, definite dal critico Pierfrancesco Pacoda come "Centri sociali e muretto", si trovano in un antagonismo che animerà un lungo dibattito. L'hip hop arrivato nei centri sociali a cavallo tra le due decadi '80 e '90 era in realtà già presente in Italia sebbene come forte emulazione del rap statunitense e in inglese, tra gli artisti pionieri va sicuramente citato Master Freeze, che nell'evoluzione di questo genere ha preferito affidare il proprio messaggio al mondo più prettamente dance, quasi antitetico rispetto alla realtà dei centri sociali. Le scelte di campo dovevano essere nette, fondamentali, anche se guardando bene a fondo, si nota una certa somiglianza tra le due realtà soprattutto per quanto riguarda le citazioni del predecessori statunitensi.L'inizio di un fenomeno tipicamente underground come quello delle "posse", tante impegnate ma alcune semplicemente nate sull'onda della moda del momento, contribuiscono alla nascita in italia di un hip hop militante e politicizzato che trova tra i suoi principali interpreti i milanesi Lion Horse Posse, e la Onda Rossa Posse con il suo "Batti il tuo tempo". Dalla posse romana poi sono nati gli Assalti Frontali, tra le band politicamente più impegnate. L'Onda Rossa è figlia dell'esperienza del centro sociale Forte Prenestino, dell'omonima Radio Onda Rossa, ed è nata nel 1988 segnando indelebilmente la storia dell'hip hop politico italiano, soprattutto in funzione del fatto che questo piccolo miracolo dell'underground ha avvicinato al genere tantissimi ascoltatori che prima non conoscevano affatto, o non si curavano, del genere hip hop. Il brano farebbe storcere il naso ai puristi del genere, o agli amanti degli incastri, del flow, ma è innegabile che il brano sia diventato una sorta di pietra miliare dell'hip hop italiano, riuscendo ad attaccare il mercato musicale stratificato ed autoalimentato.Questa vittoria dell'autoproduzione, questo superamento del concetto di centro sociale chiuso ed autoreferenziale, doppiato dal successo degli Isola Posse All Stars con Stop al panico genera una nuova idea di centro sociale, aperto e disposto al confronto, portando lo stile assembleare nella musica che produce.Il cosiddetto "muretto" rimane comunque una corrente a sé stante, che approfitta ad esempio delle rare esibizioni europee della Rock Steady Crew, nel 1992 Fare Musica dedica all'apparente inconciliabilità tra Centro sociale e Muretto una copertina dal titolo C'è rissa nelle posse, e ciò fa bene alla ricerca musicale sul genere, perché escono album dalla metrica elaborata e dall'ingegneria del suono talmente affinata da vedere sfumare questa inconciliabilità anche e soprattutto nell'ultimo ostacolo tra le due visioni, ovvero i contenuti, che per i militanti sono ancora a servizio di un progetto politico che va oltre la musica.Gli assestamenti che si susseguono negli anni danno una maggiore consapevolezza al genere vedendo scomparire dispute locali e trovando nella lingua italiana il veicolo per una maggiore unità del movimento, sebbene vadano comparendo varianti del genere fatte di mix particolari di dialetto, italiano e lingue straniere, come nel caso degli Almamegretta o dei Sud Sound System. Ciò non toglie che l'hip hop dà l'impressione di poter camminare con le proprie gambe e sapersi autogestire nella propria indipendenza come già il mondo della musica dance, il centro sociale sembra poter diventare il catalizzatore di questo cambiamento, che vede dissolversi l'hip hop politico delle posse per un ritorno verso un hip hop delle origini, che veicolava in maniera sotterranea i propri messaggi.Nei primi anni novanta inizia anche l'esperienza di Giovanni Pellino detto Neffa, come batterista dei Negazione e poi membro dell'Isola Posse All Stars (gruppo poi confluito in parte nei Sangue Misto e nel parte nei Sud Sound System), e l'uscita nel 1994 del disco SxM, pietra miliare del genere italiano pubblicata dall'etichetta indipendente bolognese Century Vox che si occupò di diverse produzioni underground negli anni novanta. Il successo a livello sotterraneo dei Sangue Misto tentò Neffa fino alla pubblicazione di Neffa & I Messaggeri Della Dopa nel 1996, disco che varcò le soglie dell'underground grazie anche alla partecipazione di artisti di primo piano quali Kaos One, Deda, Phase II, senza bisogno di pezzi dal sapore nettamente commerciale come "Serenata Rap" di Jovanotti o "Domani" degli Articolo 31. L'hip hop italiano si è differenziato in base alle zone geografiche della penisola, creando vere e proprie correnti all'interno della musica hip hop stessa. Le correnti si differenziano per contenuti, stili, slang ecc.. Oggi pare che sia scomparsa tra i vari esponenti una differenziazione localistica forzata, prendendo piu o meno tutti una stessa scuola di pensiero.La scuola hip hop più italiana e politica sono è quella delle posse che riguardano tutta italia da Milano a Bologna a Roma al salento. Di questa scuola, ormai quasi estinta soprattutto dopo la trasformazione dell'Onda Rossa Posse in Assalti Frontali si ricorda: Isola Posse, Onda Rossa Posse, Lion Horse Posse, Salento Posse, Villa Ada Posse. Le posse trattavano soprattutto, come gia detto, di argomenti politici e sociali, rappando per la prima volta in Italia in lingua italiana, vantando una stretta correlazione ai movimentidei centri sociali italiani. Uno dei luoghi Bologna nasce a ridosso del centro, in un vero e proprio cantiere per la ristrutturazione di una parte dell'Arena del Sole, teatro bolognese, da cui nasce il centro sociale Isola del Kantiere, inizialmente frequentato da punk, studenti del DAMS ed appassionati di scenari digitali. Non è un vero e proprio rock club, perché i suoni live sono sostituiti dal lavoro dei disc jockey, solitamente reclutati tra quelli meno adatti alla scena comerciale delle discoteche italiane, per i loro suoni spesso sperimentali.L'Isola invece accetta ed invoglia artisti che prediligono generi come funk, soul, R&B e reggae, ricalcando seppure nel loro piccolo le orme dell'hip hop statunitense. In un tale regno di improvvisazione e di sperimentazione, diversi giovani da tutta Italia calcano il palco dell'Isola, che unisce così l'"educazione" portata dalla consapevolezza sociale, e l'"intrattenimento" del locale di musica. All'interno dell'Isola, con il permearsi del creativo nel quotidiano, con l'applicazione reale della "resistenza urbana", diviene estremamente forte in concetto di posse, soprattutto nell'idea di presentare un modello di centro sociale aperto, non più chiuso ed autoreferenziale, soprattutto riguardo le proprie tendenze politiche. È da questo clima che nasce nel 1991 il mix Stop al panico, con cui il gruppo Isola Posse All Stars presenta una sorta di deciso manifesto programmatico del movimento musicale generato dall'epoca delle posse. Nel gruppo ci sono nomi centrali dell'hip hop italiano, come Treble e Gopher D poi migrati nei Sud Sound System, Neffa e Deda poi compagni nei Sangue Misto, Speaker Dee Mo fattosi poi conoscere come cantante ma anche come grafico, Dj Gruff e Papa Ricky. L'ambiente presente a Bologna nei primissimi anni 1990 permette ad un disco come Stop al panico, senza la minima azione pubblicitaria, di vendere diecimila copie che costringono gli autori a diverse ristampe, assurgendo a livello di spinta propositiva per tanti altri ragazzi interessati al genere, e diventando un caso discografico tanto che il brano diventa ospite fisso nella discoteca di musica house Kinky Club. Tutto questo è in buona sostanza una esplosione di ciò che era già presente nei sottoscala bolognesi: rapper e breaker osservati in maniera incuriosita dai passanti, sono quelli che maggiormente contribuiscono a dar vita alla scena, nonostante poi venga ad evidenziarsi una frattura tra costoro, e chi spingeva per una sorta di isolazionismo intellettuale, ben simboleggiato dalla copertina di Fare Musica con il titolo "C'è rissa nelle posse" e la foto di Papa Ricky e Franie Hi NRG a fronteggiarsi. L'Isola Posse ha comunque continuato la propria attività, diventando un punto di riferimento, portando per la prima volta fuori dal salento i Sud Sound System. Merito va probabilmente anche alla presenza a Bologna del DAMS che attira giovani mediamente più informali, e che quasi due decadi prima avevano avviato il percorso del neorock italiano con gruppi come gli Skiantos ed i Confusional Quartet. Ma il rapporto con il mercato discografico è diverso, tanto che la scena bolognese più volte rifiuta le offerte delle case discografiche, mentre tra le proprie storiche vittorie conta la partecipazione nel 1992 al Festival Internazionale del Teatro in Piazza a Santarcangelo di Romagna. E l'esperienza straordinaria del gruppo Sangue Misto che con il loro SxM sono diventati punto di riferimento per molta della successiva produzione. L'esperienza dell'Isola si chiude nel 1994, i Sud Sound System ripartono per la loro terra, ma l'hip hop continua ad alimentarsi attraverso le Zona Dopa al locale Livello 57, alle session presso il Link ed ai ritrovi annuali organizzati dal breaker londinese Calvin Sul Boy, diventato poi uno dei punti fissi del breaking nostrano. In questo periodo che precede il successo di Neffa, il movimento cresce attorno ai dischi di Afrika Bambaataa e del progetto Merda & Melma ed al Mondiale ITF ospitato proprio la Livello 57.Il disco di Merda & Melma, portato a termine nel 2000 e che riscopre sonorità più grezze, unisce nomi come Sean, Deda e Kaos, dando una ulteriore spinta ad una nuova ondata di hip hop bolognese, concretizzatosi in tante autoproduzioni ma anche nella decisione ad esempio di Neffa di aprire una propria etichetta, la Jackpot Records, che produce il disco d'esordio di Dj Lugi, unendosi tutti idealmente nel filo conduttore della non esigenza commerciale.A queste vicende va sicuramente aggiunta anche quella di Inoki, Joe Cassano ed in generale della Porzione Massiccia Crew, nata a metà degli anni novanta e segnalatasi per le sue origini (writer e componenti nordafricani) immediatamente come antagonista delle forze dell'ordine. Sebbene tuttora in attività, la crew creata da Inoki, Paniko e Gianni KG nel 1999 ha perso uno dei suoi più validi elementi, Joe Cassano dalla visione "di strada" dell'hip hop, così come lo aveva vissuto ed imparato nei suoi anni negli Stati Uniti. L'unico album post mortem dal titolo Dio Lodato è stato pubblicato nel 1999.Roma, A questi artisti si affianca sicuramente l'esperienza de La Famiglia, gruppo formato da Polo e Sha one, dapprima writer (Polo ne è uno dei migliori rappresentanti italiani), poi breaker, infine rapper, per completare quella sperimentazione di tutte le discipline che ne fa dei b-boy veri. Il loro lavoro chiamato 41° Parallelo anticipato dal singolo Mazz' e Panell' con Chief & Soci è solo una minima parte delle loro fatiche, fatte di collaborazioni e jam session.Milano la prima contrapposizione nasce con la comparsa sulla scena degli Articolo 31, espressione del cosiddetto "muretto" ma che iniziava a rappare in italiano , e l'entità nata già nel 1989 dopo l'esperienza dello sgombero delcentro sociale Leoncavallo, ovvero la Lion Horse Posse: un collettivo di attivisti formato da rappers, dj's, videomakers e writers. Storiche e da ricordare sono le murate fatte da Mambo di Parigi(Alphabetik)con gli L.H.P. Il desiderio di riconciliazione tra queste due tesi passa attraverso la versione italiana di street credibility, ovvero la credibilità che un esponente del genere acquista dimostrando la propria provenienza dalla "strada", ovvero da realtà dure e difficili, come ad esempio le periferie milanesi Baggio, Bonola, Barona, Milano Nord, Lambrate. Da Milano partono alcune delle discussioni sulle tentazioni commerciali del genere, e dopo il tramonto della Lion Horse Posse nel 1994 e la successiva formazione di Piombo a Tempo, non si nasconde ma anzi esalta le proprie origini della "strada" aprendo così nuovi scenari. Nella città meneghina writers e breakers si erano dimostrati attivi già prima degli anni novanta, ma è la vivacità del Leoncavallo, delle case occupate con le loro numerose rappresentazioni musicali e politiche ad attrarre l'attenzione dei media, soprattutto nel momento in cui Lion Horse Posse decide di distribuire il mix Ancora fuori uscito nel 1993, prodotto dall'indipendente etichetta bolognese Century Vox, e distribuito dalla Sony Music: pur affrontando temi scottanti e scomodi quali il carcere e il capitalismo, imponendo così anche il prezzo imposto in copertina, la scelta di farsi distribuire da una multinazionale crea una grossa discussione nell'ambiente e all'interno delle posse.Le discussioni seguite ai fatti ha comunque dato l'energia necessaria alla scena milanese per rinnovarsi, anche attraverso un lato meno impegnato o piu strettamente commerciale: Milano e le zone limitrofe come Varese producono personaggi come La Pina, gli Otierre ed i Sottotono.La comunanza di intenti di Sottotono ed altre realtà lombarde ha dato vita alla crew nonché etichetta discografica Area Cronica, da cui sono usciti artisti di relativo successo come Bassi Maestro. È questa attività che permette a Milano di vedere nascere nel 1991 anche la rivista AL Magazine, dapprima come semplice fanzine, poi diventata molto curata e autorevole.Altre realtà minori sviluppatesi a Milano sono salite alla ribalta non tanto per la loro attività musicale quanto per i problemi legati al writing, tra questi i CKC e la 16K, la cui espressione musicale è l'Armata 16. Quest'ultima,, ha avuto come peculiarità la capacità dei membri di essere intercambiabili nelle discipline, una sorta di via italiana al ritorno alla old school, una riscoperta di radici lontane e diverse, che fungono da insegnamento. Ne è un altro tangibile esempio il writer Fly Cat, dalla fine degli anni novanta in polemica aperta con il rigore della "Tolleranza Zero" voluta dal sindaco dell'epoca Gabriele Albertini per contrastare il fenomeno dei muri imbrattati. Lo scopo di Fly Cat è quello di dimostrare la netta separazione, quasi l'antitesi, che distingue il semplice vandalismo dal writing. Dall'Armata 16 è anche l'ideale collegamento tra l'hip hop delle posse di fine anni ottanta e il nuovo corso milanese che sul finire degli anni novanta ha dato vita al gruppo Sacre Scuole, diventato poi Club Dogo, oggi sicuramente una delle realtà più fortunate dell'hip hop italiano, che nel 2006 hanno firmato per EMI-VIRGIN e nel 2007 hanno pubblicato VILE DENARO.La Sardegna ha trovato nell'hip hop mescolato alla propria lingua un valido veicolo di espressione. Dopo aver doverosamente citato Dj Gruff, sardo di nascita e poi esploso come artista sul continente, la panoramica sulla crescita di questa cultura nell'isola non può prescindere dapprima dal lavoro dei Sa Razza, nati all'inizio del decennio ed ancora attivi, la cui storia ha segnato l'hip hop sardo nei suoi toni più rabbiosi e socialmente impegnati. Il gruppo è stato un artefice dell'hip hop sardo anche dal lato della produzione discografica con l'etichetta Undafunk Records fondata a Torino da Quilo e Trizta, che successivamente porterà alla luce gli album della band e anche quelli del giovane Rawl Mc.Sulla stessa lunghezza d'onda si pone il lavoro de La Fossa, i quali con sonorità goth hanno realizzato dei dischi di discreto successo, tanto da essere considerati uno dei primi gruppi stile gangsta rap in Italia, Ice One su Biz li ha definiti stile Sardo al 100%, Wigsoo ha definito la Fossa come:un buco all'interno della Sardegna, le persone sono come tanti cani che si confrontano Questo si rispecchia anche nella loro musica, latina per suoni ma oscura per le rime. Questa prerogativa di rudezza ha lasciato comunque spazio negli anni a temi maggiormente riflessivi, ad una ricerca musicale più incentrata sulle radici e sulle tradizioni, ancora forti nell'isola. Provenienti dalla realtà delle posse sono anche i Balentia, nati dalla frantumazione della Morogo Posse e particolarmente predisposti per i temi politici e sociali, e per il rap nel proprio dialetto. A partire dalla seconda metà degli anni novanta hanno rappresentato molto bene l'hip hop indipendente sardo, andando ospiti a Radio Popolare e partecipando alla finale di Indipendenti '96 a Grosseto, e soprattutto partecipando a The Rap Feeling a Stoccarda nel 1999.Chiudono la panoramica sull'hip hop dell'isola i Sardo Triba, formazione che si è fatta conoscere per la prima volta al grande pubblico collaborando al disco dei Sottotono Sotto Effetto Stono, la loro carriera si è poi snodata tra il 1997 ed il 1998 tra lavori singoli in 12" e LP, assieme alla vocalist Jasmine, ottenendo quel riconoscimento che li ha visti entrare fissi nel collettivo Area Cronica di cui hanno partecipato a diversi lavori e di cui ha prodotto il loro primo vero lavoro Saloon. Animatori e conduttori di programmi radiofonici, i Sardo Triba vanno da testi di forte realismo a digressioni fantastiche, testimoniano la volontà di sperimentazione più che una tentazione isolazionista. Il disco più diffuso probabilmente è stato Around the Rionez.Ci sono i Menhir uno dei primi gruppi a far uso del dialetto sardo (precisamente il dialetto di Nuoro) con voci potenti e a volte raschiate una notevole metrica e velocità, dj gruff ha skracciato con loro in "pecorino sardo" loro ultimo cd Torino per gli anni 1990 è stata una delle capitali dell'hip hop del Bel Paese soprattutto grazie alla vitalità di un personaggio come The NextOne dapprima, e successivamente dal lavoro svolto a livello musicale da ATPC e dalla loro etichetta La Suite Records. Maurizio Cannavò, in arte The NextOne, è conosciuto come uno dei pionieri di questo movimento, attivo sin dalla prima metà degli anni ottanta, campione del mondo I.D.O. di breakdance, membro della Zulu Nation. Per sua stessa ammissione, il successo avuto nella breakdance non significa il sentirsi sazio di una cultura che va esplorata in tutte le sue forme. Quando NextOne si trasferisce a New York, a Torino la posse più conosciuta era la Devastin' Posse che all'epoca fece uscire per Century Vox il mix TeleCommando, tra le cui fila spiccava il personaggio di Carri D (o Carrier D), una delle poche fly all'epoca, capace come ballerina, rapper ed anche come Dj. Carrie D non ha mai avuto l'onore di registrare un intero album, anche se ha partecipato al disco della trasmissione "Avanzi". A loro si devono aggiungere Frankie HI-NRG MC che dall'inizio del decennio ha impostato il suo lavoro su rime di alta qualità e di forte impegno sociale; e gli ATPC, attivi sin dalla prima metà del decennio ed in grado di realizzare non solo i loro primi album, ma anche le raccolte 50 MC's e 50 MC's II, che raccoglievano brani da tutta la scena underground italiana, curati da Dj Fede nella sua seconda raccolta. Dei dischi che proponevano veri e propri spaccati dell'italia underground negli anni novanta, cosi come poi viene in un certo senso rappresentata nel film Torino Boys dalla colonna sonora curata dall'elite del movimento italiano del periodo. Parlando di Djing Torino è stata patria di altri virtuosi dei piatti a partire dai Gate Keepaz, per andare ai già citati Fede e NextOne, leader del suo collettivo The Next Level Crew, da cui sono sbocciati talenti come quello di Dj Double S che da metà degli anni novanta ha dato un costante e fondamentale apporto alla scena venendo da una estrazione diversa dai club e dai suoni mixati, dopo un inizio di carriera non molto felice nella breakdance ed il cambio di indirizzo a favore dei vinili dopo l'incontro con Dj Enzo. L'esperienza acquisita dagli ATPC e da Dj Fede nel corso degli anni ha permesso il costituirsi a Torino di una realtà discografica seria e solida come La Suite Records, che a partire da fine anni novanta ha potuto produrre artisti hip hop e realizzare compilation che hanno dato più forza ad un movimento in espansione. Attualmente l'etichetta produce artisti come Tsu, Principe, Jap e OneMic.La Sicilia soffre come altre realtà del sud di una certa difficoltà di comunicazione, proprio l'hip hop in alcuni casi ha rappresentato un modo di comunicare tra gruppi. Tra i primi a Messina sono stati i Nuovi Briganti che hanno utilizzato il dialetto su basi di ispirazioni più afroamericane. La scena isolana è andata poi spostandosi verso il capoluogo Palermo non solo come musica ma anche come un vivacissimo vivaio di writer. Dal writing discende anche uno dei gruppi che animano la metà degli anni novanta di Palermo, ovvero gli Instabili d'Alto Livello di cui fanno parte Cifra, Stokka e MadBuddy. A Messina già dal 1994 sono invece di scena i Fuori Fase, una crew che dopo molte autoproduzioni di norma mixtape, e un tour con Otierre e Sottotono, riesce ad incidere un EP nel 1999 dove emerge una grande cura nella semplicità dei beat ed una peculiarità di chi fa hip hop lontano dai grandi centri di diffusione, ovvero la presenza di questa cultura in ogni momento della giornata, come una sorta di resistenza continua. Un'altra sede dell'hip hop siculo si è dimostrata la zona di Trapani da cui proviene il duo Trinacria Losca, attivo dal 1993 ma fattosi conoscere solo a fine del decennio se non definitivamente dal 2003 in poi, e la crew KLS costituitasi a Mazara del Vallo nel 1995 e diventata assai conosciuta nell'ambiente prima di sciogliersi durante la crisi che ha attraversato l'hip hop dopo il 2000.Il legame forte con la propria terra caratterizza spesso l'hip hop del sud, è questo il caso di Puglia, Sardegna, Sicilia, ma anche della Calabria, come ricordato in alcuni brani della stessa Marya (sorella di El Presidente e Yoshi Torenaga). Uno dei gruppi autoctoni che invece ha meglio rappresentato questo legame è quello dei Poeti Onirici, provenienti da Gallico alla periferia di Reggio Calabria e autori a fine 1998 dell'album L'aria che respiro, in cui capeggiano atmosfere evocative ricordate anche dallo stesso nome del gruppo. È una inversione di rotta rispetto al connubio tra intrattenimento ed educazione, dove prevale sentimento e riflessione. Un gruppo forgiatosi attorno ad un programma radiofonico locale, che preferisce le fughe dalla realtà tramite registrazioni fatte in casa, che ne fanno un gruppo originale e lontano dalle classiche formazioni hip hop.Dopo il 2000 l'Italia ha saputo sfornare artisti di hip hop dalle capacità veramente notevoli, senza bisogno della grancassa delle major discografiche. Impossibile non nominare i milanesi Club Dogo tra i gruppi più commerciali sia per il suono che per le rime, come risulta fin dal loro secondo disco "Penna capitale"; Bassi Maestro già attivo negli anni novanta con capolavori come Contro gli estimatori e Foto di gruppo ed autore di sette dischi tra il 2000 ed il 2005. A questi si aggiungono artisti come Mista, Shocca & Frank, Lord Bean, Lou X, MentiSpesse All Starz. Il 2004 segna anche il ritorno alla produzione indipendente di un gruppo storico dell'underground come gli Assalti Frontali, negli anni novanta fautori dello studio di registrazione del Forte Prenestino In un'intervista del 2006 a La Stampa, Er Piotta affermava che a metà del 2000 l'hip hop italiano si può considerare non più un fenomeno ma una cultura, grazie anche ad artisti entrati in classifica, nonostante questi ultimi spesso ricalchino ancora modelli americani, nonostante siano passati oramai 15 anni dalle prime accuse in tal senso. Sebbene la cultura abbia oramai un discreto seguito, il fenomeno underground non trova adeguata copertura discografica. L'exploit di Mondo Marcio unisce le capacità dell'artista alla "fortuna" di operare a Milano dove c'è attenzione all'hip hop e alla sua cultura, cosa che non si verifica in molta altra parte dell'Italia. Il successo di Marcio solo in conseguenza del contratto con Virgin Records non significa comunque che il successo passi per forza dal contratto con la major, ne è esempio lampante proprio Er Piotta. La scelta degli artisti da parte delle major spesso fatta in base alla somiglianza degli artisti stessi con modelli americani, Marcio è stato più volte indicato come il 50 Cent italiano, così come Fabri Fibra rappresentava l'Eminem di casa nostra. Questo porta inevitabilmente a ribadire la frattura tra gli artisti che hanno un certo successo commerciale e quelli che rimangono ancora nell'underground, alle prese con problemi di pubblicazione e distribuzione dei propri lavori (spesso solo demotape, mixtape o altre produzioni considerate "di Serie B" rispetto agli album veri e propri). A questo si aggiunge il fatto che spesso gli artisti underground preferiscono esibizioni live (un esempio sono i sardi Balentia o i romani TruceBoys), oppure le sfide (battle) a colpi di Freestyle che negli ultimi anni hanno visto salire alla ribalta MC come Ensi, Moddi Mc, Clementino. Nell'underground sono invece ancora presenti pezzi in dialetto, sebbene non possano ambire a diventare singoli. Si va dai 99 Posse ai Sud Sound System, dai Colle der Fomento ad artisti attualissimi come lo stesso Clementino e Co'Sang. Il dialetto comunque è andato calando di considerazione rispetto all'inizio degli anni novanta, oggi pur essendo ancora presente è considerato un'eccezione. È raro invece tra gli attuali rapper il tentativo di nascondere il proprio accento, risulta così molto chiara sin dalle prime rime la provenienza calabrese di Turi e dei Marvanza, o quella siciliana di Stokka & MadBuddy aka Tast3rs.Gli Audioritratti sono un gruppo hip hop formato dapprima da Ira e Aedo, provenienti entrambi dalla zona di Catania ed appassionatisi al genere durante i primi anni 1990. Acquisita diversa esperienza nella partecipazione a progetti musicali come Triumvhirato ed Elekctromc's, nel 2004 escono con il loro primo demo AudioRitratti di quattordici tracce, dove le liriche di tipico conscious rap si srotolano sui beat di un produttore locale di nome EnzoJehnzoo. La collaborazione da buoni frutti tanto che il trio inizia un tour a livello regionale, che ottiene positivi consensi di pubblico ed anche da riviste di genere.Successivamente, dopo una serie di esperienze nel circuito delle competizioni italiane di freestyle (TecnichePerfette, 2theBeat), il gruppo fonda una crew dal nome Catania Faya, con l'intento di riunire sotto questo nome tutti i migliori esponenti locali di tutte le discipline dell'hip hop: Nero Inferno, Noema, Diskarex, Napa, NinoPanino, 61 Crew, Crazy4Breaking, Enzo, Bine, Talpa per citarne alcuni. Il 2006 è l'anno in cui la crew dà alla luce il suo primo prodotto: il mixtape Rock On CiTy vol.1, mixato da Dj Secco Jones (Combomastas), che comprende inediti dell'intera crew e di alcuni maggiori esponenti della scena italiana (Mistaman, OneMic, Jesto, Hyst, MadBuddy). Ira e Aedo si sono poi dedicati a lavori solisti la cui pubblicazione è in programma per l'inizio del 2007. STORIA e CULTURA DELL'HIP HOPL'hip hop rappresenta l'espressione più diffusa della comunità Afroamericana Public Enemy - Fight the Power sono da considerare come antesignani dei rappers di oggi, per il modo di scandire i testi, per le loro tecniche vocali e per i messaggi sociali contenuti nella loro arte. Grande influenza nell' hip hop ha avuto anche il maestro del Soul, James Brown, ispirando nuovi passi di danza con allusioni sessuali e creando nuovi temi di spunto per i testi , tratti dall'immaginario gangster. | |||||||||||||||||||||||||||